Maggiori informazioni sul sito ufficiale: www.studiolegalepistilli.eu

Perché il ricorso?

Progressione economica anche per i precari

Il ministero dell’istruzione non paga gli aumenti periodici per l’anzianità di servizio al personale precario (docenti e ATA).

I precari continuano a percepire lo stipendio iniziale, senza aumenti per l’anzianità, anche dopo decenni di precariato.

La Corte di cassazione, dopo un contenzioso decennale iniziato e finito proprio dal nostro studio, ha finalmente stabilito che il personale precario deve essere trattato esattamente come il personale di ruolo anche durante il precariato.
 

Che cosa si ottiene?

Personale interessato

Dopo le sentenze il ministero deve pagare le differenze stipendiali derivanti dall’applicazione degli scatti di anzianità anche in favore del personale precario.

Possono fare ricorso:
Personale precario della scuola pubblica (docente e ata) con almeno 9 anni di contratti a termine;
Personale entrato in ruolo negli ultimi 4 anni della scuola pubblica (docente e ata) con almeno 1 anno di servizio a temine (contratto a tempo determinato) prima del 2011

Si ottiene il diritto alla retribuzione calcolata tenendo conto della differenza tra lo stipendio percepito (sempre a scatto zero) e la reale anzianità di servizio maturata.
Per esempio
  • 1 anno di aumenti stipendiali (scatto9) per un docente di scuola primaria corrisponde a 2.385,27€;
  • 2 anni di aumenti stipendiali (scatto9) per un assistente amministrativo o tecnico corrisponde a 3.845,92€;
  • 2 anni di aumenti stipendiali (scatto15) per un docente di scuola superiore corrisponde a 12.190,69€.
 
I nostri specialisti del Diritto del Lavoro e del Pubblico Impiego

Cosa fare?

Compila il modulo sottostante e sarai ricontattato da un nostro collaboratore per verificare i requisiti dell’eventuale ricorso a solo titolo informativo.

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